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venerdì, 11 gennaio 2008

IL BLOG COSENOSTRE SI E' TRASFERITO ALL'INDIRIZZO

http://giovannidistefano.wordpress.com


Postato da: giannidistefano a 17:03 | link | commenti

sabato, 02 luglio 2005

ADDIO PIZZO

Sono tornati. A un anno dalla comparsa nelle strade del centro dell' adesivo che fece il giro d' Italia ("Un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità"), nelle vie di Palermo, Bagheria, Capaci, San Giuseppe Jato, San Cipirello, Messina, Reggio Calabria e Napoli i ragazzi del Comitato Addiopizzo hanno disseminato nuovi messaggi contro il racket e la mafia. «Migliaia di cittadini consumatori a sostegno di chi denuncia il pizzo!»: questo il testo dei nuovi manifestini, stampato con caratteri verdi. Più di quattromila sono stati affissi nelle strade di Palermo (da via Ruggero Settimo a Boccadifalco, da via Roma a via Autonomia Siciliana), altri duemila nei centri della provincia. Non solo adesivi: sul cavalcavia di fronte al palazzo di giustizia è stato appeso lo striscione "Contro il pizzo, cambia consumi". E un altro ("Solidali contro il pizzo: denunciamo") è spuntato sul ponte di viale Lazio sulla circonvallazione. «La notte tra il 28 e il 29 giugno dell' anno scorso uscimmo a piedi e in bicicletta per tappezzare il centro di Palermo di piccoli adesivi listati a lutto: eravamo solo in tre - racconta Salvo, uno di loro - L' altra notte, invece, ad affiggere gli adesivi in città siamo stati in sessanta. Studenti, insegnanti, operai, professionisti e pensionati. Ragazzi, ventenni e trentenni soprattutto, ma anche cinquantenni». Perché l' iniziativa, partita da uno sparuto gruppo di giovani, in un anno si è estesa a macchia d' olio, sta coinvolgendo persone di ogni età, siciliani e no, tutte accomunate dalla volontà di muoversi mantenendo l' anonimato «per costringere l' opinione pubblica a interessarsi al "che cosa" piuttosto che al "chi", evitando strumentalizzazioni». La simultaneità delle azioni, che questa volta hanno varcato lo Stretto, è stata possibile grazie al nascente coordinamento del movimento antipizzo. «A Cefalù, in occasione della presentazione del libro "Non ti pago! Storie di estorsioni mafiose e antiracket" - spiega Barbara, studentessa e componente del Comitato Addiopizzo - abbiamo incontrato alcuni ragazzi di Messina interessati a estendere l' iniziativa nella loro città. I contatti con i giovani di Napoli e Reggio Calabria, invece, li abbiamo stabiliti grazie alla posta elettronica e al nostro sito Internet, www.addiopizzo.org, dal quale è possibile scaricare gli adesivi antiestorsioni». Ma le azioni del Comitato Addiopizzo, i cui membri tengono a chiarire che il loro è «un movimento apartitico, fatto di gruppi e individui che condividono l' interesse di tener vivo il dibattito sul problema delle estorsioni», non si sono limitate agli adesivi antiracket: sono già state raccolte più di quattromila firme di consumatori che credono nel progetto e si dichiarano pronti a sostenere i commercianti che non accettano di pagare il pizzo. Il mese scorso, in occasione della presentazione del manifesto per la legalità e lo sviluppo "Contro il pizzo, cambia i consumi", è stato lanciato un appello per coinvolgere imprenditori e commercianti. I soggetti che vogliono aderire all' iniziativa possono chiamare lo 091 333467 o il 347 5020427. Un comitato di garanti, formato da avvocati, giornalisti ed esponenti della società civile, tra i quali la signora Pina Maisano Grassi, vedova di Libero Grassi, è già al lavoro per vagliare le adesioni dei negozianti (finora una ventina). «Il nostro compito - precisa Salvatore Cernigliaro, membro del comitato dei garanti e presidente di Solidaria, onlus che sostiene le vittime dei reati - è quello di esaminare le richieste di sottoscrizione avanzate da commercianti e imprenditori. A loro chiediamo il totale rispetto della legalità, la rinuncia a pagare il pizzo e la denuncia delle estorsioni».


Postato da: giannidistefano a 14:58 | link | commenti (1)

mercoledì, 08 giugno 2005

IL DERBY DELLE POMPE FUNEBRI

C'erano tutti. Mancava solo Ivano Della Morte, centrocampista di fascia destra allenato dal neo tecnico rosanero Gigi Del Neri nella seconda stagione in serie A del "Chievo dei miracoli". L'esterno, che quest'anno ha vestito i colori del Cesena nel campionato di B, con il cognome che porta si sarebbe trovato sicuramente a suo agio a giocare insieme ai titolari delle imprese funebri di Palermo. Vestito di nero c'era solo l'arbitro. Per l'occasione, gli impresari improvvisatisi calciatori, hanno scelto colori più allegri: il rosso amaranto e il celeste. Sulle maglie - maniche lunghe malgrado il sole cocente - spicca la scritta "Impresari funebri uniti per lo sport".  Le due squadre si sono date appuntamento in un campetto di calcio a due passi dal Policlino di Palermo. La scelta dell'impianto dove svolgere l'incontro non deve essere stata casuale: dal nosocomio palermitano passa parecchia gente, molti non tornano a casa sulle loro gambe. Insomma, tutti potenziali clienti. Gli impresari funebri avranno pensato che sarebbe stato meglio farsi trovare in zona. Sangue e sudore, pochi i tempi "morti". Gli spettatori non hanno avuto alcun motivo per lamentarsi. Malgrado non siano abituati a calcare i campi della serie A e a frequentare veline nei locali di Milano e Roma, gli uomini scesi in campo hanno dato tutto. Se non fosse per la facile ironia, si potrebbe affermare che si sono impegnati alla morte. Insolito spettacolo sulle tribune. Al fischio d'inizio i tifosi hanno spostato in basso le mani per toccare...i sedili di ferro. Almeno per una volta dagli spalti non si è sentito il famigerato coro "Devi morire!". Non era il caso. Dopo il triplice fischio dell'arbitro, tutti erano visibilmente stanchi. Stanchi morti.


Postato da: giannidistefano a 19:56 | link | commenti

giovedì, 02 giugno 2005

L’ACQUA E IL FUOCO
 
"Sentivo caldo, avevo bisogno di farmi un bidè e l'ho fatto". Passeggiando per via Euripide, strada molto frequentata del centro storico di Siracusa, agli occhi dei passanti e dei turisti si è presentato un inatteso spettacolo: un pensionato di 65 anni, tolti pantaloni e slip,  ha pensato di approfittare della presenza di una fontanella pubblica e di dare una rinfrescata alle ‘parti basse’. Dopo essersi ripresi dalla sorpresa due agenti della polizia di Stato lo hanno avvicinato intimandogli di rivestirsi subito. Senza scomporsi l'anziano ha raggiunto la sua auto, posteggiata lì vicino, ha estratto un accappatoio e lo ha indossato. Con tutta calma ha spiegato che era lì "per lavarsi e che "non gli importava niente dei passanti". Motivazione che non gli ha evitato una denuncia alla Procura della Repubblica per atti osceni in luogo pubblico.
Spostandoci verso occidente, per la precisione ad Alcamo (provincia di Trapani), un uomo di 40 anni, infuriato perché il distributore automatico di sigarette si era inceppato e non gli restituiva i soldi, si è vendicato appiccando il fuoco. Le fiamme, in un baleno, sono penetrate all'interno del locale raggiungendo il secondo piano dell'immobile. Ora, rinchiuso dentro il carcere di Trapani con l’accusa di incendio doloso, l’uomo continua a chiedere invano Ms e fiammiferi.


Postato da: giannidistefano a 18:54 | link | commenti

mercoledì, 01 giugno 2005

LOTTA ALLA MAFIA ANCHE SUL BUS
SENZA BIGLIETTO
 
Mentre a Palazzo delle Aquile – sede del comune di Palermo – dopo 48 ore di smentite il consiglio comunale dava il via libera all’aumento del prezzo del biglietto per il trasporto pubblico (la bellezza di 1,05 €, più che a Milano) e alla riduzione del tempo di validità del tagliando, che in pratica è stata dimezzata (da 120 a 60 minuti), l’Assemblea Regionale Siciliana approvava con 31 voti a favore e 10 contrari il disegno di legge presentato dal cuffariano Sebastiano Sbona: mezzi pubblici gratis in tutte le città dell’Isola per poliziotti, carabinieri, finanzieri, vigili urbani, in pratica chiunque indossi una divisa.
La motivazione?
Gli uomini delle forze dell’ordine, anche quando non sono in servizio, “garantiscono sugli autobus la sicurezza dei cittadini operando contro la criminalità organizzata”.
E’ l’ennesima trovata 'geniale' del Governatore della Sicilia, il Signore di Raffadali, Turi Vasa-vasa, al secolo Salvatore Cuffaro.
Di questi tempi per Turi è meglio tenersi buoni gli sbirri
E poi, votano anche loro.


Postato da: giannidistefano a 22:14 | link | commenti

FALSA PARTENZA FU!  

‘Cose nostre’ è stato registrato quasi un mese fa.
Eppure il primo post arriva solo ora. Perché?
Non dimenticate che ‘Cose nostre’ è un blog siciliano
e in quanto tale ha bisogno dei suoi tempi.
Per partire, parte. Ma con calma…
Si discuterà di Sicilia. E di siciliani.
Quelli che puoi incontrare nei palazzi e per le strade di Palermo o di Catania.
Quelli descritti nei romanzi di Sciascia o di Brancati.
Siete pronti? E allura partemu

 

 

 

 

 

 

 


Postato da: giannidistefano a 22:07 | link | commenti

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